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Da "Calabria Ora" - Lunedì 22 ottobre 2012
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A PROPOSITO DI "LUIGI PELLEGRINI un pioniere dell'editoria in Calabria" di Angela Costanzo

EDITORIA: RITRATTO DI LUIGI PELLEGRINI, IL PIONIERE CALABRESE (ANSA) – COSENZA, 12 MARZO 2012
Nel giugno del 1961 Leonida Repaci scriveva che il nome di Luigi Pellegrini " é già conosciuto ed é su un strada di indiscutibile e continua qualificazione".   Nel 1966 Tommaso Fiore scriveva, da Bari, che Luigi Pellegrini era "un don Chisciotte della vita e delle problematiche calabresi". Ed altre citazioni si potrebbero aggiungere. A questo vero e proprio pioniere del mondo dell'editoria calabrese, che in questi tempi sta conoscendo un grande risveglio con più case editrici che danno lustro all'intera regione, è dedicato un volume di Angela Costanzo, edito ovviamente dalla stessa Pellergini, che Luigi fondò anni fa all'insegna della poesia.  Già, la poesia, la vera passione di Luigi Pellegrini, nato nel 1924 a Cleto, e subito dentro i libri. A lavorare con e peri libri, iniziando un percorso che nel corso degli anni è andato crescendo e che oggi vede la sua creatura (nel frattempo al timone è passato il figlio Walter) tra le prime aziende del ramo in Calabria.  Il volume a lui dedicato dalla Costanzo si avvale di due contributi introduttivi: uno di Pantaleone Sergi e un altro di Pasquino Crupi. (ANSA).

Giovanni Chilelli
La penna della bravissima Angela Costanzo, ha voluto percorrere con un piano intelligentemente delicato e segmentato , le varie fasi di sviluppo artistico-letterario del nostro Luigi Pellegrini. Tappe che vanno dall'esordio del valente letterato, 1952 , fino al momento in cui lo stesso non ha voluto alzare le mani nella sua battaglia intrapresa per inseminare "Cultura" dovunque, specie nelle zone più povere della nostra nostra società. Trattasi di un impetuoso curriculum di un uomo che è nato , possiamo dire , col pallino di promuovere con ogni mezzo la gioia della cultura , nei vari strati sociali, al fine di evolvere le masse addormentate di un tempo verso la conquista del sapere , non in modo enigmatico o peggio confessionale ma autentico e veritiero.
La brava e esperta Costanzo,inizia proprio dai primi anni di vita di Luigi Pellegrini, vissuto in un paesino della Calabria" abitato da gente semplice , del lavoro e alla famiglia " Quindi, studia a Salerno dove nasce in lui la prima scintilla a scrivere pubblicando qualcosa di suo nella diffusione della cultura proprio nel nostro meridione dove nota un'assoluta mancanza di strutture per aiutare a crescere in una regione quasi dimenticata . Per lui il libro rimane ai primi posti giacchè significa " letture ,educazione , formazione" . Quindi segue con la pubblicazione de "il letterato" ,una rivista letteraria come "la voce di tutti quelli che amano l'arte per vivo anelito che conduce a nobili mete" . Seguono: "Nuova Rassegna" , "Il domani di noi ragazzi", "Incontri meridionali", "Terra di Calabria", "Contenuti" ed altre interessanti pubblicazioni relative a collane di libri sulla mafia, sulla scuola che cambia, su scienze ed educazione, su cinema e teatro, ecc. E' tutto un fiorire di opere che si rifanno sempre, e comunque, al rifiorire della cultura e dell'arte nel nostro Mezzogiorno sin troppo emarginato .

Franco Pedatella
Il testo “Luigi Pellegrini – Un pioniere dell’editoria in Calabria” di Angela Costanzo, edito da Luigi Pellegrini Editore, Cosenza 2012, con Prefazione di Pantaleone Sergi e Nota di Pasquino Crupi, è, più che la storia di un uomo, che pure rimane centrale nella narrazione-esposizione, la ricostruzione storica del periodo in cui nacque e si affermò la Casa Editrice da lui fondata, in modo da fornire il quadro all’interno del quale opera la personalità di Luigi Pellegrini.

Insieme alla storia di un uomo, quindi, è il racconto dell’evolversi, delle difficoltà, delle caratteristiche della cultura meridionale, calabrese in particolare, e dunque delle vicende politiche e sociali della regione. “La personalità di Pellegrini (…) continua a identificarsi con la storia culturale della Calabria, e la sua opera editoriale rispecchia, in tutta la sua evoluzione, i progressi e la coscienza civile della nostra regione” scrive l’Autrice a pag. 102 del volume.

E vi si affrontano pure questioni legate alla diffusione del libro e quindi alla funzione sociale della lettura e perciò della cultura.

Angela Costanzo è entrata nel personaggio e sa osservarlo, ricostruirlo come dall’interno, renderlo vivo e palpabile, per cui Luigi Pellegrini appare ai lettori così com’è, così com’è stato, con le sue passioni, con le sue idealità, con i suoi sogni, in una parola con la sua umanità.

“Tria corda battono nel suo petto: quello dell’editore, del giornalista, del poeta” scrive l’Autrice. Sono le tre anime, le tre favelle che diceva di possedere lo scrittore latino Ennio, nativo di Rudiae (vicino a Lecce), anche lui meridionale, anche lui di quella Magna Graecia fertile di cultura, anche lui “pater”, come lo definisce Orazio, perché padre ed iniziatore di diversi generi letterari nella letteratura latina. Forse l’accostamento ad opera dell’Autrice non è casuale, visto che Luigi Pellegrini è un pioniere, a suo modo quindi “pater” dell’editoria in Calabria.

Attraverso l’esame della personalità, degli interessi e delle iniziative editoriali di Luigi Pellegrini, l’Autrice guida il lettore anche in un viaggio, sia pure sintetico e panoramico, ma significativo, attraverso la cultura calabrese e meridionale. Ed ecco, allora, emergere le figure più rappresentative di questa cultura, da Répaci a Selvaggi, a Dino Segre (Pitigrilli), a Grisi, a Tommaso Fiore, che nei rapporti epistolari con il protagonista si presentano in tutta la loro più intima umanità, insieme ai tanti altri, volta per volta menzionati, che sono entrati in contatto ed in rapporto con lui.

Il passaggio dell’azienda nelle mani del figlio Walter è vissuto come un fatto naturale, in linea con il carattere docile, aperto, liberale e leale dell’uomo Pellegrini.

Il linguaggio, con cui viene rappresentato tutto questo mondo palpitante di vita, è preciso, scientifico, colorito e capace di suggerire immagini e scene che trasportano il lettore in quegli anni e lo rendono quasi testimone diretto; la prosa è così intensa, così ricca di concetti ma al tempo stesso agile e scorrevole, pastosa e fluida.

“Chi può litigare con Luigi Pellegrini… senza sapersi riconciliare un secondo dopo lo stacco del telefono?” si chiede retoricamente Pasquino Crupi. Qui è l’essenza dell’uomo Luigi Pellegrini.

(Cleto, 7 giugno 2012- Franco Pedatella)

Katya Torchio
Costruire o ricostruire la personalità di un uomo quale Luigi Pellegrini, editore, scrittore, giornalista, non è cosa facile. Eppure la talentuosa Angela Costanzo è riuscita a farlo senza difficoltà.
Giovane solo di età, consolidata in un esperienza letteraria che ne fa una delle personalità più singolari dell’attuale panorama giornalistico-editoriale, la Costanzo, quasi con naturalezza, ha saputo incastrare i tasselli di una personalità quanto mai complessa, scongiurando il rischio di tralasciare sfumature importanti di esperienze che hanno fatto la storia di una terra difficile, la Calabria.
Luigi Pellegrini nato e cresciuto in un lembo d’Italia pieno d’ombre, faticoso , una terra madre di parto ma di voler matrigna, avrebbe precisato il grande Giacomo Leopardi, ha deciso di istituire proprio lì la sua creatura editoriale.
Mai sconfortato dalla crisi intellettuale della classe sociale, costretta da sempre e sempre più spesso a vivere la condizione di emigrante. Ma a lui questo ha solo chiarito il ruolo dello scrittore: portavoce delle istanze socio-culturali, autore di un’arte che deve parlare d’amore.
Un pioniere editoriale, un innovatore culturale, un uomo la cui ragione ha sempre gestito le debolezze istintive di un’anima calabra.
Un quadro perfetto quello di Angela Costanzo, pennellato con la professionalità di chi non si fa sfuggire nessuna fase esperienziale, di chi riesce ad entrare nelle pieghe dell’anima per recuperare le emozioni che hanno animato una missione grande quale è stata quella di luigi Pellegrini.
Non sono mancati i rapporti con le personalità letterarie più rappresentative dei suoi tempi e poi, come ultimo atto di una rappresentazione teatrale che non prevede repliche, la Costanzo ha affrontato l’aspetto più profondo della personalità Pellegrini: la poesia.
Pellegrini poeta, cantore dell’amore oltre l’amore, nel silenzio della solitudine, dall’alto senescente di una vita tutt’altro che sprecata, nostalgico di una giovinezza ancora pulsante nelle vene ottantenni di un grande uomo.
Sereno e maturo, sorridente come in ogni suo affacciarsi sulla scena, Luigi Pellegrini, attraverso la poesia si racconta nelle emozioni più intime di un’ultima stagione, recupera i motivi della sua esistenza che come scintille brillano nel buio non più buio della nostra, ora grande, Calabria.


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